Programma microplastiche

  • Obiettivi del programma

La raccolta di microplastiche presenti sulla superficie del Mediterraneo è l’attività fondatrice dell’Expédition MED

Ripetendo le misurazioni su piccola, media e grande scala, la cartografia realizzata a partire da campioni prelevati a termine sull’insieme del Mediterraneo mira a :

  • Determinare se esistono zone di concentrazione dei frantumi, in relazione alle strutture idrologiche locali (fronti di masse d’acqua, turbini, etc.)
  • Affinare la stima globale delle microplastiche inquinanti la superficie
  • Identificare le principali fonti di rifiuti verso il mare
  • Le zone studiate

Tra il 2010 e il 2013, l’obiettivo è stato di perlustrare la corrente ligure-provenzale nella zona franco-italiana, inglobandovi la Corsica. Poi, nel 2014, il perimetro del bacino occidentale è stato campionato nel suo insieme.
Per l’anno 2015, abbiamo come progetto di proseguire i prelievi nel bacino Ligure per continuare i paragoni temporali e ugualmente fare una campagna sul litorale italiano

Programma scientifico imbarcato 2015

  • Lo strumento per il prelievo

Il Manta Trawling è la tecnica di raccolta delle microplastiche storicamente utilizzata da Expédition MED. Essa è realizzata per mezzo di una rete a strascico fluttuante del tipo Manta . La denominazione « Manta » viene dalle due ali laterali che permettono al dispositivo di prelevare i primi 20 centimetri d’acqua sotto la superficie.

La sciabica comprende una rete lunga 3 m, che termina con un collettore in PVC. La maglia attualmente utilizzata per la rete è di 333 micron, dimensione generalmente usata dalla comunità scientifica internazionale. I prelievi vengono effettuati secondo un rigoroso protocollo ( tempo, velocità, localizzazione ). Un campione viene prodotto per ogni tratto di rete.

  •  Il trattamento dei campioni

Ogni pescata con la rete è oggetto di una osservazione minuziosa a bordo del battello poi a terra. In occasione delle analisi a conclusione delle campagne, il tasso di plastica per km2 e per m3 d’acqua in particolare è calcolato, così come il rapporto plastica / plancton, l’identificazione delle specie di plancton etc.

Il plancton presente nel campione si rivela quasi sistematicamente – per non dire sempre – mescolato a frammenti di plastica, in proporzioni nondimeno variabili. La quantità di plastica è a volte superiore a quella di plancton.

L’origine delle microplastiche :

In seguito ad una cattiva gestione della fine della loro vita, i rifiuti plastici hanno la tendenza ad accumularsi in natura e per alcuni, a frammentarsi e a concentrarsi nell’ambiente marino, danneggiando così la biodiversità marina. Principalmente terrestri, questi rifiuti di plastica già frammentati o interi sono trasportati dai bacini di versamento e i fossati dal vento, i corsi d’acqua, i torrenti e i fiumi verso mari e oceani.
80 % dei rifiuti ritrovati in mare provengono dalla terra e tra l’80% e il 95% di questi rifiuti sono in plastica.

A causa della propria struttura , la plastica si frammenta ugualmente in mare sotto l’azione degli ultravioletti e dell’idrodinamismo marino.

Queste microplastiche provengono ugualmente da altre fonti :

  • Certe particelle primarie sono incluse tra gli abrasivi industriali, gli esfolianti, i prodotti cosmetici, (microbiglie ) e i granulati di resina utilizzati per la produzione di applicazioni in plastica ( pellets o tavolette).
  • Le altre particelle secondarie provengono dalla degradazione e dalla frammentazione degli oggetti in plastica, ( imballaggi, abiti, materiali edili, reti e materiale da pesca o da acquacoltura , etc. )
  • Le fibre sintetiche sfuggite alle nostre lavatrici sono una nuova fonte di microplastiche che appare secondo le nostre prime osservazioni come molto importante !

Le microplastiche fluttuanti sono per la maggior parte rappresentate dal polietilene a bassa densità proveniente dagli imballaggi in plastica. Le loro dimensioni e la loro capacità di galleggiamento li integrano nell’ambiente nel quale si evolve il plancton neustonico.

All’accumulo di miliardi di frammenti di plastica nello strato di superficie si aggiungono gli effetti di una confusione generalizzata delle microplastiche con il plancton, base del nutrimento di tutta la biodiversità marina.

In certi luoghi, i nostri prelievi indicano già delle proporzioni percentuali dell’ordine del 50% di microplastiche su un 50% di plancton. Se le plastiche colpiscono essenzialmente la fauna marina, esse hanno la particolarità di interessare tutte le specie delle province neritiche e oceaniche.